Un giorno in più. Per giocare, stare con i genitori, andare a trovare la nonna, o semplicemente per dormire senza sveglia. A leggerla così, fila tutto liscio, o almeno dovrebbe. La scuola, in Francia, si restringe ancora un po', prende meno spazio e tempo alla vita familiare, sposa la filosofia del "studiare meno per imparare meglio".
La settimana diventa cortissima, soltanto quattro giorni sui banchi per i bambini da tre a dieci anni. È una rentrée particolare quella che attende lunedì prossimo sei milioni di alunni. Dopo il mercoledì, tradizionale giorno libero da oltre un secolo, adesso arriva anche il sabato. "Per far respirare la mente e liberare la creatività", ha detto con molta enfasi il ministro dell'Istruzione, Xavier Darcos.
È dall'inizio degli anni Settanta che si parla di ridurre l'anno scolastico. Allora era lo spirito del tempo, una eredità libertaria del Sessantotto. Adesso si tratta invece di una prosaica presa d'atto. Il concetto di famiglia, e il tempo a sua disposizione, è cambiato. In Francia, la creazione di un giorno libero infrasettimanale risale nel 1882, con la legge voluta da Jules Ferry, padre dell'insegnamento pubblico e laico. Il giovedì, poi il mercoledì, veniva destinato al catechismo. In realtà, gran parte dei genitori francesi lo ha sempre utilizzato per altre attività, dal nuoto alla musica. Ma è rimasto sempre l'accordo con la Chiesa, che nessun governo ha mai voluto toccare. Secondo il ministero dell'Istruzione, l'80% dei genitori sono favorevoli alla nuova settimana cortissima.
Da settembre, le ore di lezione subiranno un calo drastico: si passerà dalle attuali 958 ore di lezioni alle prossime 864. D’altra parte la media europea è decisamente più bassa: si parla di 800 ore di lezione ogni anno. E in Italia? Come al solito siamo una voce fuori dal coro: da noi gli studenti vanno a lezione per 980 ore.
Anche in Italia, spesso, si parla di settimana corta. Anche se tutti sono contrari. Anche perchè sorge un problema: cosa faranno gli studenti in quei giorni che stanno a casa? Un’altra soluzione per accorciare le ore scolastiche, arriva dal Ministro del Turismo e da Francesco Rutelli: meno vacanze estive e più pause durante il resto dell’anno.
Riferimenti:repubblica.it
haisentito.it